Ci sono molti passaggi fondamentali nella crescita di un bambino e quello che si vive all’età di due anni è sicuramente tra questi. Si tratta di un’età durante la quale i piccoli iniziano ad avere consapevolezza del proprio corpo, riuscendo a parlare, camminare, correre ed è importante che ognuno di questi step sia seguito con attenzione dai genitori. Si tratta di un’età in cui cambia radicalmente il modo di interagire con il piccolo che inizierà ad avere la sua prima, piccola, indipendenza dal punto di vista fisico.

Come affrontare il movimento del piccolo

Vedere tutto ad un tratto iniziare a camminare il proprio bambino può essere uno shock sia dal punto di vista positivo che negativo. Chiaramente vedere il proprio figlio muovere in completa autonomia i primi passi non può che regalare soddisfazione ad un genitore ma può innescare anche una preoccupazione eccessiva per gli ostacoli che potrebbe incontrare. Spigoli, gradini o altri tipi di pericoli all’interno della casa possono rappresentare degli impedimenti per il bambino e proprio per questo, quando possibile è preferibile portarlo in un luogo aperto come un parco per consentirgli di muovere con tranquillità i primi passi. Dare la possibilità al proprio figlio di esprimersi con libertà in uno spazio aperto vi consentirà anche di vedere con maggiore efficacia se sia in grado di correre, salire le scale di uno scivolo o calciare una palla.

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Difficoltà nei movimenti, cosa fare

Un bambino di 2 anni dovrebbe essere in grado di camminare in autonomia. Se ciò non dovesse verificarsi è buona norma parlare con il proprio pediatra per valutare la situazione e capire se stia affrontando i suoi primi movimenti in maniera giusta o ci sia qualcosa da correggere. Allo stesso tempo è importante non disperare o allarmarsi troppo di fronte ad alcune difficoltà del piccolo. Nel caso in cui il bambino sia cresciuto in un ambiente che non consente di correre in piena libertà, può essere normale che trovi delle difficoltà nel farlo. Lo stesso discorso può valere se si pensa alla salita di uno scivolo. Se non ha mai visto le scale, o solo molto raramente, è comprensibile che non si senta sicuro nell’affrontare questo nuovo tipo di movimento. Accompagnarlo nelle sue prime conquiste non farà che sentire più tranquillo e fiducioso il piccolo che potrà in breve tempo compiere tutti i movimenti giusti per la sua età.

Bambino 2 anni: prime parole

Il raggiungimento di una prima indipendenza dal punto di vista fisico porterà di pari passo il bambino ad avere le prime ‘opinioni’ ed avere la possibilità di dire ‘no’ a quello che gli viene proposto. Sentire il rifiuto del piccolo alle proposte può essere inizialmente scioccante ma dal punto di vista cognitivo sta a dimostrare come sia riuscito ad immagazzinare la vostra proposta e decidere di rifiutarla. A due anni è poi consueto che il bambino inizi ad imitare le parole che sente maggiormente in casa e che riesca ad indicare quelli che sono gli oggetti a lui maggiormente familiari. Un campanello di allarme può accendersi nel caso in cui decida di comunicare senza utilizzare le parole. Un consulto con il pediatra di fiducia vi porterà a capire la situazione e gestirla al meglio.

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2 anni, la curiosità

Potendosi muovere e spostare vedrà crescere in maniera esponenziale la propria curiosità che dal punto di vista verbale potrà rivelarsi nel classico ‘perché?’. Sarà infatti sempre più frequente sentire il bimbo chiedere il motivo di ogni cosa e starà al genitore provare di soddisfare le sue domande quando e per quanto possibile. Una curiosità che potrebbe sviluppare intorno all’età di 2 anni è quella relativa al vasino. Possibile che, girando per casa, capiti ad entrare in bagno e mostrare curiosità su cosa state facendo seduti sulla tazza. Il consiglio è quello di spiegare con calma e pazienza il corretto utilizzo della stessa senza forzare il passaggio dal pannolino al vasino.